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| RECENSIONI |
| Settembre 2010 | Catalogo della mostra “A-tratti”. “Funzione sociale dell’arte”, testo di Siliano Simoncini, critico d’arte. |
| Gloria Campriani, tramite i suoi oggetti artistici, indifferentemente
passa dalla superficie allo spazio; dall'opera come complemento d'arredo,
al prezioso tesoro per un collezionista; dall'istallazione personale a
quella performativa. Un lavoro, quello di Gloria, sempre in divenire dal
momento che la sua ricerca, la sua sperimentazione la portano comunque
a trovare nuove risultanze estetiche e a percorrere l'arduo sentiero della
funzione sociale dell'arte in quanto, per lei, il significato dell'opera
non deve essere cripticamente elitario ma, al contrario, consentire a tutti
di interpretarne il concetto senza tante elucubrazioni mentali. L'arte, secondo l'idea di Gloria, è per chiunque senza distinzione di ceto o di etnia per questo, molto spesso, i suoi oggetti/totem vengono realzzati tramite performance alla quale partecipa, ludicamente, il pubblico. In questo senso la nostra artista esula dai localismi della comunicazione e partecipa al diffondersi internazionale di quella modalità artistica intenta a riconciliarsi con l'immaginario collettivo delle comunità. Perché è a tutti chiaro che il sistema capitalistico quanto quello del socialismo reale, hanno fatto perdere all'arte, non soltanto il primato (che oggi, purtroppo, è dell'economia), ma hanno reso omologati i linguaggi: in senso provocatorio e scandalistico (modaiolo, direi) il primo sistema, in senso celebrativo e didascalico l'altro. Ma l'arte ha tante di quelle risorse da consentire agli stessi artisti di non subire l'omologazione. Basti pensare alla recente avanguardia (nata negli anni Novanta) denominata ArteRelazionalee originata dalle tesi esposte nel libro del critico francese Nicolas Bourriaud Estetica relazionalescritto nel 1998. L'obiettivo di questo movimento è quello di ricercare la massima interattività con i fruitori per indurli a socializzare e, in conseguenza, ad essere più disponibili al rapporto conviviale. Dunque, come si può desumere da questo inciso, si può parlare di un'arte che favorisce la relazione tra gli individui e quindi può consentire loro di giungere, attraverso il reciproco scambio di opinioni, a un fine comune. L'opera Network, le trame del Web che Gloria presenta per questa occasione rientra a pieno titolo nell'ambito di questa significativa esperienza artistica; ci rientra non soltanto grazie ai presupposti di poetica, (più pomposamente, filosofici) ma, in particolare, grazie alla sua capacità inventiva, al suo alto senso dell'estetica, al suo ingegnarsi per esprimere autonomamente la propria sensibilità artistica. Tutto questo fa di Gloria Campriani un personaggio singolare che, attraverso l'arte, non soltanto ha trovato se stessa ma di più, tarmite le sue opere, fa ritrovare gli altri, li accomuna. Come? Facendoli partecipare al “gioco dell'arte”. In questo senso l'arte è rito e il rito ricongiunge ai valori dello spirito e alla natura ancestrale dell'umanità. Nel mondo attuale gli artisti, i poeti, i letterati, perseguono questo fine, Gloria è insieme a loro. Siliano Simoncini, Critico e storico dell’arte. |
| Aprile 2010 | “Teste fiorite” è il titolo del catalogo della prima mostra di Arte Contemporanea realizzata all’interno della Scuola Primaria “Danilo Dolci” di Cenaia in provincia di Pisa. Edizioni Matithyah, Grazia Batini, testo di Moira Brunori. |
| Antica è l'arte consolante dell'intreccio, antica è la materia che l'intreccio nutre: il filo si dipana, traccia percorsi di vita, descrive emozioni, affiora e scompare. Vibrante fascio di dna primordiale, quel filo, è lo strumento primario ed essenziale dell'artista, materia familiare e amica dalle potenzialità espressive infinite … |
| Gennaio 2010 | Museo Piaggio/Pontedera (Pi) Testimonianza della Scuola Media Superiore, Classe 2°, S.M. Crespina (Pi) sulla performance didattica, “Network”, condotta da Gloria Campriani. |
| Attraverso il “Network” ognuno
di noi ha espresso le proprie sensazioni lasciandosi trascinare dalla fantasia
e dalla musica.
Per alcuni l’installazione rappresentava soltanto cose materiali,
mentre per la maggior parte di noi suscitava delle emozioni. Le sensazioni espresse da noi sono state:
Altre opinioni che sono venute fuori vedendo la nostra opera sono:
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| dicembre 2009 | Catalogo della mostra Shhh… rumori d’artista dicembre 2009 Gloria Campriani. Testo di Ilario Luperini, Critico e Storico d’Arte. |
| Il tema della complessità sembra essere al centro
degli interessi speculativi e creativi di Gloria Campriani. La fibra tessile
rappresenta il centro, il motore della sua multiforme ricerca. Lo sconfinato
mondo del tessile, originato da intrecci talora assai complessi che hanno
alla base un forte afflato di creatività e di fantasia unito ad
un attento e continuo controllo progettuale (basti pensare, a mo’d’esempio,
al lungo e, talora, accidentato percorso che va dalla messa in carta al
tessuto finito) sembra essere una sorta di metafora della complessità dell’esistenza
in cui intuito e razionalità, ragione e sentimento si intrecciano
in un flusso perenne e ne costituiscono la spina dorsale. Gloria Campriani,
con raffinatezza e tensione creativa cerca di penetrare in questa complessità,
prima destrutturandola, poi estraendone dei frammenti e infine, attraverso
una volitiva azione costruttiva, creando nuove accattivanti e, insieme,
inquietanti forme. La fibra tessile, originariamente unica struttura portante
dell’opera, nei lavori più recenti diviene grumo di materia,
spesso accostata, fusa, impastata con materiali estrapolati dal mondo naturale,
quasi l’artista volesse rendere visibile il suo registro interiore,
l’insieme delle sue convinzioni: un’articolazione concettuale
che si estende dal naturale all’artefatto, dall’osservazione
della natura, nei suoi nascosti o espliciti ritmi vitali, al pressante
allarme ecologico. L’uso di colori acrilici che investono le fibre, spesso impastate con lo stucco ad acqua consentono all’artista di sviluppare trame di grande fascino emotivo: la gamma cromatica varia da sgargianti modulazioni di colori (Luce travolgente) a scabre sfumature tonali (Insenature). Gli assetti compositivi sono assai articolati: cangiano da controllate geometrie (Il cane o Confronti) a fantasmagoriche e sconvolgenti invenzioni (Energia). In ogni caso, l’elemento determinante è il dinamismo; non c’è un momento di stasi, l’effervescenza dell’immaginazione si coniuga con la rapidità del manipolare, con la tempestività del fare. Le superfici fluiscono da accostamenti e intrecci piani in cui è la sensazione tattile della materia a dominare, fino ad intensi e vibranti bassorilievi, vere e proprie sculture di fibra; superfici spesso tormentate, frementi, mosse da spessori diversi, testimoni di un mondo interiore in cui i dubbi prevalgono sulle certezze, in cui predomina l’ansia di ricerca, piuttosto che la soddisfazione della scoperta, come in ogni autentico artista per cui l’arte non può che essere atto cognitivo, contributo al disvelarsi dei nessi profondi del proprio e dell’altrui esistere. Ilario Luperini, Critico e storico d’Arte. |
| 16 ottobre 2009 | Era 2000online - Mensile di Cultura e spettacolo |
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Gloria Campriani. Un filo per matita di Sara Paradisi Al posto di colori e pennelli o di uno scalpello per scolpire l’artista Gloria Campriani scegli la fibra di lana e l’antica arte della tessitura per raccontare il difficile intreccio del rapporto dell’uomo con la società e con i suoi simili. Si è soliti considerare l’espressione artistica contemporanea come un genere completamnete avulso da quelle che sono le nostre tradizioni culturali. [Leggi tutto l'articolo in PDF] www.era2000online.net |
| 20 marzo 2009 | Il Tirreno, Empoli |
| 18 marzo 2009 | La Nazione, Empoli |
| 7 marzo 2009 | La Nazione, Firenze |
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L’ASSOCIAZIONE DI VIA SANTO SPIRITO L’Oltrarno splende con la Rive Gauche VIA SANTO SPIRITO è da sempre ricettacolo di mostre e iniziative culturali. E appunto per tutelare e salvaguardare il patrimonio e la fiorentinità d una via che, tra botteghe d’arte e artigiane è di fatto il cuore pulsante dell’Oltrarno, che nel novembre di due anni fa è nata via Santo Spirito Rive Gauche “Un’associazione senza fini di lucro – ha spiegato la presidentessa, Francesca Bruscoli – che oltre a proporre due grandi appuntamenti, a giugno e a gennaio, per tutto l’anno segue i tanti eventi che hanno luogo in questa via”. L’ultimo, in ordine di tempo, vede l’antiquario e studioso del tessile d’arte Alberto Boralevi, aprire le porte del suo show room all’artista Gloria Campriani. Una mostra evento quella di “Un filo per segno”, dal tappeto antico all’arte contemporanea” (fino al 20 marzo a Palazzo Frescobaldi) che battezza un sodalizio inevitabile tra arte contemporanea e opere d’antiquariato. Infatti, dopo dieci anni trascorsi da Boralevi in giro per il mondo per rintracciare quattordici esemplari antichi rarissimi di tappeti persiani Kilim, è risultato evidente il curioso richiamo, nelle rappresentazioni tridimensionali partorite dal genio dell’artista toscana, degli stessi simboli già presenti ni remoti manufatti persiani. “ Come se – ci ha spiegato Gloria- l’origine di certi segni comune ai mie quadri e ai tappeti fosse ancestrale”.Info:aborale@tin.it; 335 5427107. |
| 17 dicembre 2008 | Corriere di Siena |
| Casole d’Elsa. Al palazzo comunale è stato
un grande successo “ Larte appesa a un filo” Fino a domani la mostra di Gloria Campriani Ultimi giorni utili per visitare la mostra di Gloria Campriani dal titolo “L’arte appesa a un filo”, in programma filo a giovedì 18 dicembre presso l’atrio del Palazzo Comunale di Casole d’Elsa. L’esposizione, che ha già riscosso un grande successo, si colloca nell’ambito della XI edizione della rassegna “Mostre a Palazzo” ed è promosso dall’amministrazione comunale di Casole in collaborazione con l’associazione Griselda e il patrocinio della Provincia di Siena. L’interpretazione di una tessitura di rapporti sociali, un tessuto sociale costruito da fili e dai loro legami intrecciati. Questo il tema al centro del lavoro della Campriani che, per illustrare meglio il suo significato si avvale anche del supporto di un video intitolato “Anche…un nido di rondine è intessuto di fibre e impastato di argilla!”, nel quale vengono mostrate allo spettatore le varie tecniche applicate a questo nuovo tipo di linguaggio. L’installazione “Punto di equilibrio”, posizionata all’esterno della location, apre la mostra e accentua la necessità di un equilibrio indispensabile con la natura. “Ospitare le opere di questa artista – sottolinea Valentina Feti, Sindaco di Casole d’Elsa – è come imprimere in queste mura una tradizione che è propria del territorio dove la stessa è vissuto; la lettura nuova ad una forma d’arte come quella della tessitura, prende vita nelle sue opere che si collocano tra la valorizzazione delle tradizioni e la voglia di proiettare nel futuro questo antico mestiere attraverso “nuovi intrecci”. Le Mostre a Palazzo – prosegue Feti – rappresentano ancora, a distanza di anni, uno dei momenti più importanti della vita culturale del nostro comune; ed è grazie agli artisti che qui sono ospitati che le stanze di questo palazzo sono sempre vive e dinamiche, come è dinamica e viva la nostra comunità, che con rispetto e curiosità si affaccia, guarda, giudica e commenta. L’arte non deve essere per pochi, e la scelta compiuta ormai tanti anni fa di portare avanti questo progetto in questo luogo rappresenta a pieno questa volontà”. “E’ importante il ruolo dei piccoli comuni nella valorizzazione economica dell'arte contemporanea – afferma Luciana Lazzaretti, direttore del corso di perfezionamento in Economia e Gestione dei beni museali e culturali dell’Università di Firenze - e l'opera stessa di Gloria Campriani assume nuovi e diversi significati a seconda dei luoghi d'arte e cultura dove viene esposta. La dialettica fra arte e territorio si esprime bene in questi luoghi d'arte cosiddetti minori, capaci forse più di altri di essere momento di sintesi fra patrimonio artistico e forme di arte”. “Ma l'opera della pittrice - ha aggiunto Lazzeretti - svolge anche un’altra importante funzione di collegamento fra il saper fare dei territori, e quella degli artisti che in quei territori hanno vissuto e lavorato,fra la cultura artigianale e manifatturiera e la cultura artistica. La storia personale della Campriani, figlia di imprenditori tessili ed essa stessa artigiana e creatrice, svela il legame fra artista, materia e territorio che trova nell'impiego delle tecniche della fibre art la sua più vivace espressione”. |
| 4 ottobre 2008 | Il Tirreno, Pisa |
| S’inaugura alla Cittadella la mostra “L’arte appesa a un filo” Pisa. Si inaugura oggi 4 ottobre, alle ore 17, presso il Centro Restauri Tessili (alla Cittadella) la mostra “L’arte appesa ad un filo” con le opere di Gloria Campriani. La mostra, che rimarrà aperta fino al 18 ottobre, si sviluppa su due sedi espositive, il Centro Restauri Tessili e Palazzo Gambacorti in un ideale “filo conduttore” che dalla Cittadella attraversa le sponde del fiume e giunge nel cuore della città in un intrecciarsi di percorsi artistici del passato e del presente. L’artista Gloria Campriani, ha scelto un materiale insolito per esprimersi, la Fibra, scoprendo un linguaggio innovativo in grado di rispondere alle nuove esigenze del pubblico dell’arte. All’inaugurazione saranno presenti l’Assessore alla Cultura del Comune di Pisa, Silvia Panichi e la direttrice del Centro restauri tessili Moira Brunori, l’esposizione sarà accompagnata da interventi musicali di Emanuele Nistri.Orario di apertura del Centro Restauri Tessili da lunedì a venerdì 10.00/13.00 e 15.30/18.00 sabato e domenica chiuso; atrio di Palazzo Gambacorti da lunedì a sabato 8.00/19.30. |
| 4 ottobre 2008 | La Nazione, Pisa |
| “L’arte appesa a un filo” sbarca alla Cittadella ”L’ARTE appesa a un filo”: questo il titolo della mostra di Gloria Campriani che si inaugura oggi alle 17 al Centro restauri tessili alla Cittadella (è aperta fino al 18 ottobre, dal lunedì al venerdì: 10-13 e 15.30-18). Un altro” spezzone” di esposizione sarà invece nell’atrio de palazzo Gambacorti (da lunedì a sabato: 8-19.30) a segnare il percorso ideale che dal il fiume giunge al centro. |
| 19 settembre 2008 | La Nazione, Pisa |
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La Mostra I tessuti e gli intrecci di Gloria Campriani Quando l’arte è appesa a un filo Un tessuto sociale costituito da fili e dai loro legami intrecciati, l’interpretazione di una tessitura di rapporti sociali. Questo il tema che viene affrontato da Gloria Campriani (nella foto in primo piano) Nella sua personale, intitolata “L’arte appesa ad un filo”, in programma a Pisa dal 4 al 18 ottobre. Doppia la sede espositiva. La prima è l’atrio di palazzo Gambacorti, l’altra il centro restauro tessili della Cittadella, in Lungarno Simonelli. “ UNA MOSTRA davvero molto importante – afferma Laura De Cesare, insegnante all’Università di Firenze nonché direttrice di un laboratorio di progettazione tessile-perché sottolinea e rilancia un aspetto dei tessuti di straordinaria rilevanza com’è quello dell’arte tessile che, insieme alla progettazione, al restauro e alla tintura costituiscono la chiusura di un percorso che fa di Pisa un centro di assoluta ricchezza”. Ospitare le opere di questa artista-sottolinea Moira Brunori, direttrice del Centro restauri tessili della Cittadella-non poteva, per noi, essere cosa migliore. L’arte contemporanea e l’arte del restauro, solo apparentemente sono molto lontane. Molti sono in realtà i punti in comune oltre al legame della connotazione al femminile di questo binomio”. Il mistero dei fili conclude Gloria Campriani-metafora insuperabile del divenire umano, si perpetua nella forza dei segni intrecciati, nell’afflato vitale della materia, trovando infine, nel mio lavoro, l loro compimento”. “Il titolo di questa mostra-spiega l’assessore comunale alla cultura Silvia Panichi-ci suggerisce come, attraverso mezzi poveri, si possa comunicare molto del nostro vissuto”. L’ORARIO per visitare la mostra, al Centro Restauri, è dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18. A Palazzo Gambacorti, dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 19.30. L’ingresso è libero. Visite su prenotazione in altri orari al numero 393 8941189 oppure 347 6419142. Info 050 91206, www.restaurotessile.com |
| 19 settembre 2008 | Il Tirreno, Pisa |
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L’evento Doppia mostra di Gloria Campriani alla Cittadella e a Palazzo Gambacorti Quando l’arte è appesa ad un filo Pisa. Un tessuto sociale costituito da fili e legami intrecciati e rapporti umani come l’ordito e la trama di un tessuto. Questo il tema affrontato da Gloria Campriani nella sua mostra dal titolo “L’arte appesa a un filo” in programma in città dal 4 al 18 ottobre. Doppia la sede espositiva: il Centro restauro tessili della Cittadella, sul lungarno Simonelli, e l’atrio del palazzo Gambacorti. Una mostra sull’arte tessile il cui titolo, commenta l’assessore comunale alla cultura Silvia Panichi “ci fa capire come, attraverso mezzi poveri, si possa raccontare molto del nostro vissuto”. La stessa Gloria Campriani spiega il significato dell’esposizione:” Il mistero dei fili è una metafora del divenire umano”. La mostra rimarrà aperta al Centro restauri dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18; a palazzo Gambacorti dal lunedì al sabato dalle 8 alle 19.30. L’ingresso libero. Per informazioni contattare l’ufficio cultura del Comune al numero 050 910206 o consultare il sito www.restaurotessile.com |
| invito 4 ottobre 2008 | “Filo d’autore”. Gloria Campriani. Moira Brunori |
| invito 4 ottobre 2008 | “L’Arte appesa a un filo”. Gloria Campriani. Silvia Panichi. |
| “L’Arte appesa a un filo”. Gloria Campriani.
Silvia Panichi. L'Amministrazione Comunale ospita con grande piacere la mostra di Gloria Campriani intitolata “L'arte appesa a un filo”, che avrà due diverse sedi espositive: l' atrio di Palazzo Gambacorti e il Centro Tessile della Cittadella. Cresciuta professionalmente nell'ambito della moda, l'artista di Certaldo ha, da qualche anno a questa parte, compiuto una precisa scelta espressiva: mescolando la tessitura di fili di lana a materiali più consistenti riesce a creare particolari effetti pittorici e scultorei; con i suoi intrecci di fibre diverse modellate con grande maestria tecnica e secondo una precisa volontà espressiva, Gloria Campriani costruisce forme nette ed evocative al tempo stesso. Il titolo suggestivo ci suggerisce come, attraverso mezzi poveri, si possa comunicare molto del nostro vissuto, e che, d'altra parte, l'espressione artistica ha una vita effimera se non è compresa e sostenuta. Ma anche che la tessitura, come simbolicamente si racconta nel mito greco di Filomela e Procne, si è rivelata sin dall'antichità mezzo prezioso di comunicazione visiva. Silvia Panichi. Assessore alla Cultura del Comune di Pisa |
| catalogo 4 settembre 2008 | “Angoli d’Arte”. Gloria Campriani. Siliano Simoncini |
| “Angoli d’Arte”. Gloria Campriani. Siliano
Simoncini La Campriani è un’artista singolare e il suo lavoro tipicamente femminile. Il genere che affronta, quando realizza le sue opere più propriamente “pittoriche”, riguarda la temperie neo-espressionista. Perché pittoriche virgolettato? Perché il pigmento è si presente ma più presenti sono il filato di lana o di cotone ed elementi vegetali, abitualmente rami di piante. Ne risulta un complesso materico virulento e drammatico che la Campriani vuole predisporre per coinvolgere al massimo il fruitore, per avvicinarlo fino al punto di fargli percepire il senso di disagio e di ansia. Queste opere, in genere matrici primigenie, calchi geologici di ere dimenticate, sono la sua prerogativa ma, per la Villa Peyron, l’artista ha dialogato con l’ambiente e messo in atto tutto il garbo del tocco femminile: gentilezza, eleganza, sensibilità, costituiscono il parametro estetico della sua installazione, la qualificano per il doppio senso che essa ha voluto attribuire con il titolo “Filiforme”, e filiforme è costituito da due parole: fili e forme per l’appunto. E spieghiamo meglio questo aspetto; l’installazione si trova nella parte del Parco che separa il giardino vero e proprio, il giardino all’italiana, da quello più, diciamo naturale, non antropizzato, che porta alla sottostate grande vasca. Su questo confine esistono due colonnine, del più tipico ordine toscano, che servono da quinte sceniche per ua piccola scultura. Che cosa ha fatto la Campriani? Le ha rivestite a balze con filo colorato di lana: bianco e rosso preminenti, pochissimo blu, per quella di sinistra, bianco e blu preminenti, pochissimo rosso per quella di destra. Il risultato? Un alleggerimento della rigida struttura e, per l’appunto, il realizzarsi del doppio senso a cui allude il titolo: il filo di lana dà origine alla forma della colonna. Soluzione banale? Soluzione intelligente direi! Chi si avvicini all’installazione non può fare a meno di essere attratto dall’effetto materico suggerito dal filato, infatti la sua morbidezza richiama la tattilità tanto ambita dagli artisti futuristi, così la mano scorre sulla textures della superficie quasi imprimendo una carezza, chi sul momento compia questo atto – provare per credere – ha la sensazione di percepire il calore di una sostanza “viva”. La freddezza tipica del materiale che di solito costituisce una colonna viene, attraverso la metafora, trasformato in organismo “umanizzato”. Dal punto di vista estetico, le balze alternate nel colore e nella dimensione, creano uno sviluppo dinamico, vuoi per la preminenza del rosso a sinistra – tonalità calda, percettivamente la forma avanza – vuoi per la preminenza del blu a destra – tonalità fredda, percettivamnte la forma retrocede -, vuoi per lo stesso alternarsi dimensionalmente diverso delle balze, per cui ne risulta un scandir ascensionale che dà luogo a un ritmo quasi ”sonoro”, musicale, si potrebbe dire. Il confine che la Campriani ha così definito è un passaggio dal razionale del giardino all’italiana, a quello irrazionale del giardino all’inglese; di fatto ha dato vita a un felice intermezzo. Siliano Simoncini. Critico d’Arte. |
| 27 agosto 2008 | “Raccontare di Scienza e di Mistero” a cura di Sandra Landi |
| “Raccontare di Scienza e di Mistero” a cura
della scrittrice Sandra Landi. Sono state utilizzate le foto di tre mie opere per suddividere le fasi in cui si sviluppa il libro intitolato “ Raccontare di Scienza e di Mistero” a cura di Sandra Landi, scrittrice e presidente dell’Associazione Culturale “Griseldascrittura”. Casa Editrice Morgana Edizioni. |
| 25 giugno 2008 | Il Tirreno, Pistoia |
| 25 giugno 2008 | Nazione, Agenda di Pistoia |
| 14 giugno 2008 | La Nazione, Agenda di Pistoia |
| 14 giugno 2008 | Il Tirreno, Pistoia |
| MOSTRA-CONVEGNO Quattro amici di Michelucci di LORENZO MAFFUCCI GIOVANNI MICHELUCCI and friends al grido di Roots Radici Racines, titolo trilingue per annunciare una mostra-covegno centrata sul problema della natura all’interno delle città a partire dagli insegnamenti del grande architetto pistoiese. Alle 18 di oggi al Centr di documentazione dedicato a Michelucci nel palazzo comunale di Pistoia, si aprirà la fase espositiva de progetto: quattro artisti (non solo) pistoiesi si misureranno con i disegni michelucciani conservati nel centro, traccia indelebile su cui lavorare e riflettere. Due sono i nomi ben conosciuti in città come quelli di Andrea Dami e Mario Girolami (nella foto la sua opera) affiancati per l’occasione dalla disegnatrice svedese Astrid Hjort (da due anni a Pistoia) e da Gloria Campriani, artista di Certaldo interessata alle soluzioni possibili innescate dall’incontro tra pittura e lavorazione del tessuto.”Le città-ha commentato Andrea Dami- stanno diventando tutte uguali, senza luoghi di relazione e solo con luoghi di mercato. Come Pistoia, una strana”capitale del verde”…>.Radici proseguirà il 25 giugno con una conferenza (Arte e architettura) nella Sala Maggiore del palazzo comunale. Nel pomeriggio sono in programma interventi di Alessandro Andreini, Siliano Simoncini e Claudio Rosati e la presentazione del catalogo (edito da “Settegiorni”), compendio cartaceo con testi di Simoncini e Roberto Agnoletti sull’idea di “natura come metodo”. La mostra resterà aperta per tutta l’estate, fino a confluire nel programma di OttobrEuropa 2008, come conferma il presidente di “Pistoia un club per l’Europa” Andrea Ottanelli: “Non potevamo proprio mancare. Pur con radici fortemente pistoiesi, il pensiero di Michelucci (riconsideriamo il suo Pistoia. Leggere una città, 1988) è di dimensione nazionale ed europea: pur essendo pistoiesi si può parlare di mondo. Non a caso, tra il 2008 e il 2009, la mostra si sposterà in Francia, Gran Bretagna e Svezia>. L’iniziativa è realizzata da Comune, Fondazione “Conservatorio di san Giovanni Battista” associazione “Pistoia un club per l’Europa”, associazione “Amici di Groppoli” e Fondazione “Luigi Tronci”. La mostra è visitabile a ingresso libero martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 10-18, mercoledì 16-19, domenica e festivi 11-18 (lunedì chiuso). Lorenzo Maffucci. |
| giugno 2008 | Volume Mostra “Radici” |
| “Radici” gli artisti per Michelucci: Gloria
Campriani
Un rudimentale intrecciarsi di fili dalla cui orditura emergono rami naturali. Archetipi visivi, quasi maschere del mondo dei boschi. Si ha il sospetto, di fronte a queste opere, che il farsi degli eventi si prefiguri come caos delle origini, come germinazione primigenia. E’ la terra che, dopo essere stata distrutta dall’opera dell’uomo sta rinascendo? Oppure è ciò che rimane dopo i vilipendio subito? Un lacerto grezzo di natura forse ancora vivo? La Campriani lascia l’interrogativo aperto e chi guarda l’opera è influenzato dalla sua virulenza espressiva, dal truce messaggio visivo che rende angosciante il risultato. Un espressionismo di nuova matrice che si esplicita attraverso un linguaggio autentico, forte della determinazione dell’artista. Siliano Simoncini, critico d’arte. |
| 5 giugno 2008 | La Nazione Agenda Firenze |
| Mostra di Pittura (pag. 31) Nel salotto del gusto “fili
tessuti da matite!”
“IN UNA SOCIETA’costituita da fili, il filo è l’interpretazione di una tessitura di rapporti sociali. Fili uniti, avvolti, intrecciati e legati che tessono e distruggono l’apparato sociale dei nostri tempi. E la fibra diventa strumento di espressione linguistica”. E’ questo il pensiero da cui ha preso forma “Un filo per matita”, percorso culturale dell’artista Gloria Campriani (nel tondo) sfociato nella mini-mostra allestita alla “Cioccolateria” del Vicolo Soldanieri, quella in cui l’associazione Il Chiasso Ritrovato di Maria Teresa Bruno organizza interessanti iniziative culturali ad ingresso gratuito e aperte a tutta la città. L’inaugurazione di “Un filo per matita” sarà oggi alle 18.30, con vernissage in Chiasso de’ Soldanieri, 7/r (piccola suggestiva traversa di via Portarossa che pian piano, grazie agli sforzi della Sig.ra Bruno, si sta trasformando in un delizioso salotto dedicato al gusto, alla cultura e all’arte contemporanea). La mostra rimarrà aperta tutti i giorni fino a giovedì prossimo con orario 16.30-20.00. Caterina Ceccuti. |
| 13 aprile 2008 | La Nazione Agenda Siena |
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“Un filo per matita” ai Magazzini del Sale. “Un filo per matita”, è il titolo della mostra di Gloria Campriani in corso ai Magazzini del Sale di Palazzo Pubblico. Anche un nido di rondine è intessuto di fibre e impastato di argilla, è il messaggio della rassegna. L’esposizione chiuderà i battenti il 30 aprile; orario dalle 10 alle 18 (0577 292226), (www.gloriacampriani.com). |
| Catalogo aprile 2008 | Un romanzo d’esordio Filoneismo del filo. Sandra Landi. |
“Un artista nasce quando decide di esserlo” dice
Albert Camus. E Gloria Campriani ha deciso di esserlo. E di esserlo scavalcando
quella sottile linea d’ombra che separa l’arte dall’artigianato
artistico. Così questo è il suo romanzo d’esordio,
ne ha tutta la freschezza e la forza dell’intuito che spinge alla
ricerca, all’approfondimento, all’ardire dell’innovazione,
allo studium dell’arte. La sua opera si presenta come una successione
di matrici bidimensionali che non si sovrappongono, ma diventano combinazioni
di colonne verticali e orizzontali generando il miracolo della simultaneità.
Provoca lo sguardo con una forma, un’idea globale tipica del mondo
gestaltico delle arti, in cui è il tutto a determinare le parti.
Il vago non è casuale, ma nasce dal lasciare semanticamente indecisi
i particolari. L’accento non batte sulla struttura e sulla geometria
delle forme, ma nella ricerca di un calibrato dosaggio di sinuosità di
cuori e di ogive Traccia la sua strada nella nebbia del contemporaneo
e parte dalla materia per andare oltre: da un dove materico, verso un
altrove tendente all’infinito: oltre la forma, oltre il colore,
oltre la realtà. E’ il cuore che parla e ogni battito è un
filo sillabico che rinuncia alla fonazione e si fa pulsazione, eco di
anima e corpo, per scaturire con quell’intensità metaforica
propria dei sogni ai primi bagliori dell’alba. Affiora un vissuto
emozionale forte, dall’aria garbata di una cultura che aspira a
crescere, nutrita da una curiosità esteriore pronta a far lievitare
un’interiorità già avvezza all’intimità.
Sono realtà carpite e ridotte a grumi di meditazione, piccoli
e grandi intrecci bislunghi accarezzati da una luce clamante che non
svela, ma erode, avvinta com’è alla nudità dei colori
o alla spoglia eleganza del bianco. Sono fili raccolti, alimentati con
il lievito di un’interiorità sillabica, lavorati e plasmati
in spazi di raccoglimento. Filo conduttore di storie da narrare, bandolo
per dipanare il mondo, gugliata per rassettarlo, batuffolo per curarlo.
Intreccio che si fa intrigo, viluppo che avviluppa e affascina. Filoneismo
del filo. Appaiono così forme fiabiche, turgide e ardite, alternanza
di pieno e di vuoto, di voci e di silenzi, fantasmi di realtà rappresa,
capaci di aprire i sensi verso spazi incompiuti, di evocare voci del
mito - la Sfinge e le Sirene, Morgana e Melusina - conservando ed espandendo
il succo del femminile. Si riverbera un mormorio interiore, si coglie
una voce spirituale che nessun suono accompagna nella ricerca di una
nuova armonia di silenzi. L’opera è tutta una sfida alla
materia e alla sua finitezza, verso la meta di un immaginario vascello
fantasma che, senza più mare e stanco di una libertà illimitata,
ricerca un approdo nel grembo accogliente dell’arte. Il segno del
filo si fa traccia delle passioni quae sunt in anima, capace di trasmettere
energia e pathos. E’ un poter dire del linguaggio artistico, che
tende trappole alla forma e al colore. Così ci viene voglia non
solo di guardare, ma anche di toccare, spinti dal latente erotismo dello
sguardo. Lo stile si fa lineare e seducente, sobrio e plastico, innamorato
della materia che plasma, ma reattivo ai materiali e alle lusinghe del
colore. Microcosmo labirintico, fuori dal tempo e dallo spazio. Voce
spirituale che nessun suono accompagna, ma produce note iscritte nella
musica dell’aria, in attesa di trovare la sua symphonia nella compiutezza
di una partitura. |
| Catalogo aprile 2008 | Un lungo filo… Mauro Civai. |
Un lungo filo attraversa le opere di Gloria Campriani
e non solo materialmente: è ben manifesta la sua dipendenza dai
materiali tessili che hanno evidentemente accompagnato la sua formazione
e indirizzato le sue esperienze di vita, ma è vero anche che le
sue opere si dipanano attraverso una continuità che richiama proprio
la trama della tela, dove tante linee si compongono fino a formare soggetti
e forme, certe volte anche in modo molto complesso. Il filo, nel lavoro
di Gloria, si tende e si raggruma fino ad assumere le caratteristiche
di un linguaggio piuttosto innovativo, anche se parla di temi ancestrali
e a tutti noti, magari in modo inconscio, ma riuscendo così a
fecondare la curiosità e la voglia di tornare a cercare dentro
di noi, in un’epoca in cui, ogni informazione è iperstrutturata
e tesa ad acquietare ogni sete di conoscenza e dove per stupirci un poco
si deve far ricorso a effetti speciali sempre più complicati e
azzardosi. La mostra senese di Gloria Campriani saprà quindi documentare
come molta arte del Novecento non abbia visto vanificate le sue ricerche
di scomposizione della figura da una forma solida ad una più tracciata
e segnica. La nostra artista vi arriva addirittura srotolando una matassa,
dipanando un grumo, sapendo sciogliere in definitiva il classico nodo
di Gordio, pure arrivandovi senza lo spadone tagliente di Alessandro
Magno ma con mani leggere e ispirate. |
| Catalogo aprile 2008 | Gloria Campriani. L’arte appesa a un filo. Maurizio Vanni. |
Durante le conferenze e i dibattiti, spesso, mi sento
domandare che cosa vuol dire essere un artista nel terzo millennio, verso
dove sta correndo l’arte contemporanea e come è possibile,
per un artista, essere riconosciuto come testimone del proprio tempo.
Teoricamente non sarebbe possibile rispondere con certezza a queste domande
perché potrebbero essere considerate una sorta di equazione a
più incognite. Praticamente potremmo dare una risposta plausibile
giungendo a considerare un artista militante come colui che mette a disposizione
il proprio mezzo espressivo – qualunque esso sia – per proiettare
pensieri, stati d’animo ed emozioni dall’astrattezza dell’interiorità alla
concretezza del prodotto artistico. L’arte vera è appesa
al filo dell’essenza della verità, della trasparenza e della
purezza d’animo. Gloria Campriani non si domanda se ciò che
fa è più o meno contemporaneo, piuttosto cerca di assecondare,
con intuizioni più istintive che razionali, la propria costante
curiosità verso i differenti aspetti dell’essere. Osservare
un lavoro della Campriani potrebbe voler dire perdersi in effetti coloristici
irrealizzabili con le tradizionali tecniche pittoriche, rimanere affascinati
da una luce artificiosa generata da accostamenti di fili colorati, da
un flusso cromatico generato da fibre perfettamente inserite in una composizione
che sembra eternamente in divenire. Il simbolismo del filo è essenzialmente
quello del mezzo che unisce tutti gli stati dell’esistenza fra
di loro e con il loro principio. Ogni filo della Campriani sembra trasformarsi,
una volta collocato sopra la struttura portante dell’opera, in
un conduttore di energia positiva, in un portatore sano di essenze di
verità, in una linea demarcatrice di un’apertura dimensionale
in grado di mettere in relazione il finito con l’infinito. Quello
del filo è un simbolismo che si esprime, spesso, nelle Upanishad – trattati
del VIII – VII sec. a.C., in prosa o in versi, dedicati a indicare
la via della verità trascendente – dove si trasforma in
mistico conduttore tra questo mondo, l’altro e gli esseri viventi.
In alcuni lavori, Gloria Campriani suggerisce il passaggio, accenna alla
possibilità di un’altra dimensione. Il altre composizioni è evidente
la sua volontà di spingere lo spettatore oltre il dato di superficie
attraverso quel filo rosso che unisce tutte le cose del mondo. Se parliamo
di filo non può non venirci in mente quello di Arianna: il mezzo
di collegamento con il centro di quel labirinto che conduce dal mondo
delle tenebre a quello della luce. Magie cromatiche, parti aggettanti
e fenditure che si sottraggono a qualsiasi tentativo di indagine: dal
grigiore di una campitura, dalla parte meno appariscente di un qualcosa
che ci sfugge, d’improvviso si manifesta una luce inattesa e improbabile,
un magico bagliore che ci ricorda quanto la nostra vita sia appesa a
un filo, ma anche come da un semplice filo sia possibile ri-creare la
vera esistenza dell’essere privo di maschera. |
| 6 settembre 2007 | La Nazione,tutti pazzi per il "giallo" e noir |
CERTALDO. Oltre 60 corsisti e circa 500 spettatori hanno partecipato in questa settimana ai corsi, alle conferenze, alle cene a tema e agli spettacoli di Griseldascrittura nel borgo medievale, dedicata quest’anno al giallo e al noir, tra i quali si sono distinti la performance di Carlo Monni e la lettura di Maupassant realizzata da Andrea Giuntini. «Ci eravamo chiesti all’inizio come mai oggi il giallo e il noir riempiano le nostre letture, così come i titoli dei telegiornali - spiega Sandra Landi - dopo tre giorni di conferenze e dibattiti, abbiamo concluso che il motivo sta nell’animo di ognuno di noi: scrivere e leggere gialli e noir ci serve per esorcizzare la paura del reale, che è sempre più crudele della fantasia, perché è più facile immaginare dei “mostri” fuori, che accettare che anche dentro ognuno di noi sta nascosto un potenziale pericolo, col quale dobbiamo imparare a convivere». Dulcis in fundo, l’artista Gloria Campriani ha realizzato per Griseldascrittura un’installazione artistica dal nome “Fossile”, una sorta di “albero in giallo” composto di 15 quindici quadri giacenti sui rami, come frutti dell’albero della vita, che al termine sono stati donati alle relatrici che hanno animato le conferenze di Griseldascrittura. |
| 2 settembre 2007 | Tirreno. Griselda, cinquecento gli spettatori |
Griselda, cinquecento gli spettatori CERTALDO. Oltre 60 corsisti e circa 500 spettatori hanno partecipato in questa settimana ai corsi, alle conferenze, alle cene a tema e agli spettacoli di Griseldascrittura nel borgo medievale, dedicata quest’anno al giallo e al noir, tra i quali si sono distinti la performance di Carlo Monni e la lettura di Maupassant realizzata da Andrea Giuntini. «Ci eravamo chiesti all’inizio come mai oggi il giallo e il noir riempiano le nostre letture, così come i titoli dei telegiornali - spiega Sandra Landi - dopo tre giorni di conferenze e dibattiti, abbiamo concluso che il motivo sta nell’animo di ognuno di noi: scrivere e leggere gialli e noir ci serve per esorcizzare la paura del reale, che è sempre più crudele della fantasia, perché è più facile immaginare dei “mostri” fuori, che accettare che anche dentro ognuno di noi sta nascosto un potenziale pericolo, col quale dobbiamo imparare a convivere». Dulcis in fundo, l’artista Gloria Campriani ha realizzato per Griseldascrittura un’installazione artistica dal nome “Fossile”, una sorta di “albero in giallo” composto di 15 quindici quadri giacenti sui rami, come frutti dell’albero della vita, che al termine sono stati donati alle relatrici che hanno animato le conferenze di Griseldascrittura. |
| 4 Giugno 2007 | Europa.It - inserto IL COMMENTO - Arte Innovativa |
FILATI DI LANA COME OPERE D’ARTE. Questa la tecnica innovativa dell’ artista toscana Gloria Campriani. “Ho vissuto fin da piccola- dice l’artista nell’ambiente tessile ed ho trascorso molto tempo a giocare con rocche di filato nella confezione di maglieria dei miei genitori. E' stato molto spontaneo per me l’utilizzo di filati di lana, come mezzo fondamentale per esprimere le mie emozioni.Per anni ho cercato di conoscere ed affinare tecniche pittoriche diverse. Molto presto ho abbandonato la classica pittura ad olio su tela per sostituirla con tecniche che prevedono l’applicazione di elementi di riciclaggio fino ad arrivare all’utilizzo di filato. Questa nuova tecnica mista è sicuramente più complessa di molte altre ma più idonea a soddisfare le mie esigenze. Essa prevede anche l’utilizzo di resine e colori acrilici. I temi trattati sono quelli di tutti i tempi legati all’uomo ed alla sua natura psicologica, filosofica e mistica. La difficile comunicazione per il veloce modificarsi delle società. Un visione solitaria dell’uomo contemporaneo con i suoi profondi silenzi ma sempre alla ricerca di una via d uscita atta a ricrearsi. I principali riferimenti artistici sono dovuti all’amore per il dadaismo e alla pop art, forme di arte più vicine al mio modo di interpretare la realtà contemporanea.Cerco di dare una forma, un colore all’emozione che vivo e spero che arrivi a destinazione”. Uno stile, impregnato di contemporaneità, dadaismo e pop art. Una tecnica che si basa sulla complessità e sulla multiformità con l’utilizzo d tecniche come resine e colori acrilici. Una tecnica che si fonda anche sulla sua autrice e la sua storia personale. Ad emergere sono le vicende e gli stati d’animo dell’uomo contemporaneo costantemente alla ricerca di una via d’uscita, di un’occasione di risveglio e rinascita. Quando c'è stata questa decisione di passare dalla pittura a olio a questa nuova tecnica? Da subito.Questo significa che la mia esperienza con l'olio e' stata molto ridotta. Mi ha stancato subito perche' lo ritenevo troppo limitativo. Ero costretta ad adattarmi, mentre avevo la necessita' di essere piu' libera per esprimermi con serenita'. Tecnica particolare e inusuale la tua. Esistono delle indicazioni particolare per chi decidesse di intraprendere la stessa strada? Utilizzare filati, come tutte le tecniche, ha i suoi limiti. Per creare una gamma infinita' di possibilita' che ti rendono libera di esprimerti, devi continuare ad ideare nuovi abbinamenti che ti permettano di creare nuove figure geometrice altrimenti rischi di fare solo alcune forme e di escluderne altre. La mia liberta' di comunicazione dipende dalla liberta' che mi permette l'insieme della materie che utilizzo. Come in tutte le tecniche ci sono delle indicazioni di base che ti permettono certamente di lavorare meglio. La conoscenza dei filati ti aiuta ad ottenere risultati migliori come l'esperienza di fare sempre nuovi abbinamenti ti da' la possibilita' di fornire suggerimenti utili a tutti quelli che intendono provare a realizzare un quadro con questa tecnica. Tu nel tuo sito parli di società sempre più veloce e di ricerca di emozioni. Pensi che l'uomo sappia ancora trovare delle emozioni e la società può uscire dal tunnel in cui si è messa?Non posso pensare all'incapacita' da parte dell'uomo di provare emozioni altrimenti mi considero un ufo. Credo che la vita e' emozione e l'arte e' una forma a cui puoi attingere per provare emozioni. Anche il piu' cinico ne ha bisogno! Sicuramente oggi non e' facile fermarsi, lasciarsi andare e non farsi fagocitare dal vortice del sistema. Solo una condizione di pace interna ti aiuta a percepire ed a sentire meglio. Vorrei precisare che spesso oggi si confonde una bella l'immagine priva di contenuti con arte. Quali sono state le passate esposizioni e cosa hai in programma nei prossimi mesi? Fino alla fine di Ottobre sono stata a Firenze presso Le Essenze, Via S. Onofrio n. 12/14 Rosso. Fra l’altro l’evento è stato pubblicato dalla rivista mensile di arredamento “Dentro Casa” del mese di Ottobre 2006 e continuo comunque anche a San Gimignano presso la prestigiosa Villa San Paolo per la Strada Provinciale per Certaldo dove la mostra compresa quella virtuale e' permanente”. Tutte le informazioni sull’artista e le prossime esposizioni sono consultabili presso il sito www.gloriacampriani.com David Busato |
| Aprile 2007 | GRILLO n° 3 Marzo, pagina 14 |
| 23 Gennazio 2007 | LA NAZIONE Agenda Prato |
Mostre A Marginalia “Un filo per matita”. CAMPRIANI, “tessitrice” d’arte Artista eclettica e originale Gloria Campriani ha saputo trasformare il filo in strumento d’arte. L’artista apre sabato prossimo alle 17.30 all’Associazione culturale Marginalia in Via Panconi 17, una sua personale dal titolo “Un filo per matita” presentata dal Professor Pier Francesco Listri. A contatto con il mondo tessile fin da piccola, dopo varie rappresentazioni all’interno della rappresentazione pittorica, ha scelto infatti il filo quale conduttore delle proprie emozioni, unito a resine e colori acrilici. Un incontro di elementi davvero insolito ma efficace e di grande impatto visivo. “Ho adoperato elementi di riciclaggio-afferma Gloria Campriani-fino ad arrivare all’utilizzo del filato. I temi trattati sono quelli di tutti i tempi legati all’uomo e alla sua natura psicologica nel veloce modificarsi della società”. E quella dell’uomo, nelle tele della Campriani, è una visione solitaria, con i suoi profondi silenzi, alla ricerca di una via di uscita. Il dadaismo e la pop-art sono le forme d’arte a lei più vicine. F.R. |
| Ottobre 2006 | DENTRO CASA - edizione TOSCANA |
Contaminazioni (pag. 172) Filati……. ad arte Filati di lana come piccole opere d’arte. Un’idea sbocciata in tenera età, quando l’acquisita dimestichezza col materiale ha fatto pensare a qualcosa di assolutamente innovativo. Gloria Campriani gioca con i gomitoli e li rende magici. “Fin da piccola ho vissuto nell’ambiente tessile, trascorrendo molto tempo a giocare nella confezione di maglieria dei miei genitori, con le rocche di filato. E’ stato molto spontaneo per me utilizzare i filati di lana come strumento per comunicare”. Queste le parole con le quali Gloria Campriani presenta il suo stile , impregnato di contemporaneità, dadaismo e pop art. Una tecnica che si basa sulla complessità e sulla multiformità grazie l’utilizzo di materiali come resine e colori acrilici. Una tecnica che si fonda anche sulla sua autrice e la sua storia personale. Ad emergere sono le vicende e gli stati d’animo dell’uomo contemporaneo costantemente alla ricerca di una via d’uscita, di un’occasione di risveglio e rinascita. Le opere di Gloria Campriani sono esposte in questi giorni presso lo spazio espositivo “Beautiful space” inaugurato da Le Essenze. L’obbiettivo è quello di narrare la realtà e le emozioni evocate attraverso i filati di lana ma anche il gusto per la ricerca e lo stupore dell’ingegno. |